La chronique d'Antonella :
UN FANTASTICO “FLAUTO MAGICO” CON LA MESSA IN SCENA DI ROLANDO
IL 23 gennaio alla Haus fur Mozart di Salisburgo première dello Zauberflöte con la regia di Rolando, vero “pezzo forte” di questa Mozartwoche 2026. E davvero di magia si tratta, di un vero incanto che trascina e avvolge gli spettatori per tre ore di uno spettacolo meraviglioso e pieno di sorprese, che lascia davvero senza fiato.
Ben diretta da un ottimo Roberto Gonzales-Monjas, l’attuale messa in scena si avvale anche di un valido cast vocale, in cui spiccano la Regina della Notte di Kathryn Lewek, applauditissima, il Papageno di Theodore Platt, molto abile anche nel gioco scenico, e il solenne Sarastro di Franz-Josef Selig. Bravissimi anche gli attori Vitus Denifl e Victoria D’Agostino nei ruoli muti di Amadeus e Constanze.
Si, è costantemente in scena il nostro amato Mozart: tutta la meravigliosa fiaba nasce e si svolge infatti nella sua stanza, ovvero nella sua mente, dalla quale magicamente scaturiscono i personaggi e la musica sublime. Si tratta di un Mozart molto malato, al termine della sua vita terrena, ma ancora estremamente vitale e creativo, entusiasta di comporre, ma anche di condividere momenti di gioia e di affetto con Constanze e i figlioletti. E’ qui evidente la familiarità di Rolando con la vita di Mozart, con le sue lettere, con i pensieri e i sentimenti di Amadeus. E come non pensare ai rapporto di Rolando stesso con i suoi figli, all’insegna del gioco e del divertimento ma anche dell’amore per l’arte e per la cultura? Moltissime, nell’opera, le suggestioni, moltissime le metafore, i richiami visuali, letterari, pittorici, impossibile elencarli tutti. Diremo solo che gli stessi Pamina e Tamino sono metafora della Musica e del musicista (qui, ovviamente, un flautista), e che tutto alla fine corona il loro reciproco amore. E parliamo un momento del finale: Amadeus, sempre più debole e malato via via che il tempo passa (in scena c’è anche una pendola magica e un po’ folle), muore a scena aperta sulle note del coro finale, ma solo per “risorgere” più vitale e scatenato di prima, con l’attore che dall’alto presiede simpaticamente le uscite degli interpreti, del direttore e dello staff di regia. E che dire dei grandi palloncini bianchi con cui giocano i tre fanciulli, che alla fine vengono lanciati in platea e palleggiati qua e là con grande divertimento dagli spettatori? chi scrive era in platea e può ben dirlo!)?Grandissimi e meritati applausi per tutti, e soprattutto per Rolando, che ha il merito di avere realizzato una messa in scena rocambolesca, colorata e avvincente, ma al tempo stesso nel segno della sobrietà, della misura e del buon gusto, con momenti giocosi ma anche commoventi e grandiosi, come a ricordarci che la vita altro non è se non un «dramma giocoso”.
Antonella
Les photos de Haus fûr Mozart :
Les photos de Werner Kmetisch :
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