Photo : Edyta Dufaj
La chronique d'Antonella :
Splendidi « Contes d’Hoffmann » à St. Gallen
(Seconda rappresentazione)
Il 19 settembre ha avuto luogo al teatro di St. Gallen la seconda rappresentazione dei Contes d’Hoffmann di J. Offenbach, con Rolando assoluto protagonista nel ruolo del titolo, la direzione musicale di M. Zlabinger e la regia di Guta Rau. Questa bellissima opera di Offenbach, non terminata e non definitivamente rivista dal compositore, può avere come noto diverse versioni, con variazioni nell’ordine degli atti, nelle vicende dell’azione, nei pezzi musicali e perfino nel testo.
Questa è una versione piuttosto classica in cinque atti, con prologo nell’osteria, poi gli atti di Olympia, Antonia e Giulietta, e finale nell’osteria con epifania della Musa e « apoteosi » di Hoffmann come poeta, dopo il suo percorso di iniziazione. Ma vi sono anche aspetti meno consueti: per esempio non vi è traccia della cantatrice Stella, e Giulietta né muore avvelenata né parte in gondola con Pitichinaccio, bensì si suicida sul cadavere di lui appena accoltellato da Hoffmann.
Come ben sanno tutti i fans, questo ruolo sembra fatto apposta per la voce e l’abilità scenica di Rolando, ed è il ruolo da lui amato sopra ogni altro. Ciô non è affatto strano: Hoffmann è l’incarnazione romantica ma anche attuale dell’artista, qui del poeta, che attraverso le complesse vicende dell’amore, dell’emozione artistica, della gioia divertita e della tragedia, perfino della caduta nella degradazione e nell’’alcool, attinge ai sommi vertici della propria vocazione e realizzazione come artista.
Il ruolo permette largamente a Rolando di esprimere la sua abilità sia vocale che scenica, esplicando tutto il suo talento sia comico che drammatico, con un’efficacia che lascia il pubblico colpito ed emozionato.
Buono anche il resto del cast, con una speciale menzione per J. Panara nel ruolo di Nicklausse, interpretato con bella voce e buona capacità scenica. Sobria e piuttosto classica, nel complesso, la regia, con concessioni alla tradizione ma anche interessanti innovazioni, come le efficaci animazioni in video: buona per esempio l’immersione nell’ horror gotico con il volto della madre defunta di Antonia che assume sfumandosi i tratti di un cadavere. Una sola notazione negativa: l’alternanza di parti cantate in francese e dialoghi parlati in tedesco ha un effetto straniante e non certo positivo per chi conosce e ama quest’opera. Lo spettacolo è comunque nel complesso molto godibile, e vale la pena di in viaggio a St. Gallen, soprattutto per ammirare Rolando in uno dei suoi ruoli davvero indimenticabili.
Antonella
Les vidéos et le commentaire de Catherine :






















